La Valle dell'Olmo è dove sono nato.
Erano tanti e fitti gli alberi, le siepi 
e le vigne che, solo l'inverno liberava 
allo sguardo la figura delle altre case intorno.
Ad aprile, ci si levava le scarpe e, nel cortile
si ascoltava coi piedi la terra per capire
se fosse stagione a camminare scalzi.
Torno spesso in quei luoghi a me cari e
ogni volta m'accoglie l'eco d'un richiamo premuroso.
F.Z.

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